“Beat-The-Cricket 2013″: prossime date

Ecco le date delle prossime presentazioni in giro per il paese del governicchissimo balneare.

page-0- 9 maggio a Roma, alla Casetta Rossa: “Su Due Piedi” con Claudio D’Aguanno alle 18.30

- 15 maggio a Casarza Ligure (Genova): “Un Grillo Qualunque”, al centro Donato Renna alle 21

- 16 maggio ad Agrate Brianza (Monza), lezione su “La democrazia della Rete tra mito e realtà”  all’Auditorium Rigoni Stern della Cittadella della Cultura, alle 21

- 17 maggio a Torino al Salone Internazionale del Libro, “Su Due Piedi” con Daria Galateria e Filippo Veltri, alle 20

- 19 maggio a Firenze a “Words World Web” all’interno di Terra Futura 2013 si discute di “Reti, democrazia e comunicazione politica” con Wilma Mazza di Global Project, alle 15.30.

senigallia- 23 maggio a Senigallia (Ancona), presentazione di “Un Grillo Qualunque” con gli attivisti di Anomalia Parma allo Spazio Autogestito Arvultura alle 21.30

- 24 maggio alla Festa dell’Anpi di Casalecchio di Reno (Bologna), presentazione di “Un Grillo Qualunque”, alle 21

- 28 maggio a Torino, “Un Grillo Qualunque” con Franco Piperno nell’ambito di un seminario organizzato dal Collettivo Universitario Autonomo(seguiranno dettagli)

- 30 maggio a Perugia, “Un Grillo Qualunque” alla Terrazza del Mercato Coperto, piazza Matteotti 1, Perugia, alle 18

Pubblicato il Post | Lascia un commento

Se Grillo emana un cono di luce

Questo è il testo del mio articolo uscito oggi su Repubblica, nelle pagine del quotidiano dedicate al Diario e alla parola “Trasparenza”.

lettera-agli-italianiCon parole d’ordine come “A riveder le stelle” o “Usciamo dal buio”, l’universo simbolico del Movimento 5 Stelle ha a che fare con la “trasparenza” in senso letterale. È “trasparente”, dicono i dizionari della lingua italiana, ciò che può essere attraversato dalla luce. Nelle narrazioni pentastellate Beppe Grillo appare come colui che porta la luce dalla quale farsi attraversare. La relazione, acutamente descritta da Furio Jesi, tra la cultura di destra delle “idee senza parole” teorizzate da Oswald Spengler e il linguaggio irrazionale della pubblicità fa capolino anche nei tormentoni dei 5 Stelle, che spesso hanno a che fare con la capacità di “vederci meglio”, il bisogno di “fare chiarezza”, la necessità di “aprire gli occhi”. Del resto, i due colori del brand del MoVimento, il giallo e il bianco, evocano proprio raggi di sole, immagini di luminosità e – appunto – contesti di assoluta “trasparenza”.

Tra le figure topiche dell’ideologia grillista c’è il fuoco elettronico dello schermo dei nostri monitor che arde di luminosità, un mass media che Grillo e Casaleggio sono riusciti a trasformare da strumento reticolare a Televisione 2.0, raccogliendo al tempo stesso l’eredità culturale di Berlusconi e il consenso degli entusiasti digitali dell’ultim’ora formatisi sulla vetrina esistenziale di Facebook. E poi c’è l’immagine di naturale lucentezza delle acque, nelle quali il Capo si è immerso per arrivare da un capo all’altro dello Stretto di Messina alla vigilia della campagna d’autunno che ha anticipato lo tsunami delle elezioni politiche. La retorica della “trasparenza”, con il corollario della visibilità permanente e degli streaming che si accendono e si spengono in base alle convenienze del momento, si rivolge ad una congrega di corpi atomizzati destinati in caso di epurazione a spegnersi velocemente. Grillo parla ad una federazione di soggetti deboli che vive con l’incubo di tornare nell’ombra, uscendo dal cono di luce di cui il Capo è portatore e dalla quale i “trasparenti” si fanno attraversare. Continua a leggere

Pubblicato il Post | Lascia un commento

Piazza San Gioweimar


populisti
Ci sono andato. Sono andato a gironzolare in mezzo alle persone (tante, non tantissime) che riempivano la piazza San Giovanni del Movimento 5 Stelle. Non mi interessava il backstage (all’inizio vietati ai giornalisti, peraltro). Ho deciso scientemente di andarmene all’inizio del monologo di Beppe Grillo, perché quello – lo ha ammesso lui stesso – l’abbiamo sentito tante volte. Volevo annusare le ascelle sudate della gente, intercettarne i commenti, sentire cosa si diceva dal palco prima dello show finale.

“Un fenomeno che probabilmente arriverà a raccogliere oltre il 15 per cento dei voti non si deve banalizzare”, mi dico raggiungendo la piazza. Si prende un po’ in giro, questo sì. Intanto, perché non bisogna mai prendere nulla troppo sul serio. Per di più, se la cifra del M5S è l’avere un comico come portavoce, non possiamo prescindere da una certa leggerezza nei toni anche nel raccontarne le gesta. Questa leggerezza che non è equivale a futilità, per di più, è utile anche dal punto di vista metodologico: aiuta a superare le categorie e a cogliere la pluralità di voci e variabili e a sintonizzarsi sulla scia delle cose che accadono.

Allora mi immergo nella folla, mentre dal palco il “presentatore” si gioca due pezzi forti della retorica grillina: parla di “meritocrazia” contrapponendola alle fantomatiche “auto blu”, che peraltro sono tacciate di essere “volgari”. Per scaldare le masse, mostra alcuni video dei monologhi di Grillo nel corso dei due V-Day. C’è un ragazzo al mio fianco con la pettorina gialla delle 5 Stelle, che ripete a memoria, con il labiale, le parole che risuonano nell’amplificazione. “Populismo non è una brutta parola! – sostiene lo speaker dal palco – Non c’è nulla di male a esser populisti!”. Continua a leggere

Pubblicato il Post | 7 Commenti

Dialogo platonico tra un grillino entusiasta ed un movimentista scettico.

ggente1

Grillino “Ehi amico! Prendi un volantino! Basta con la Casta!”
Movimentista “Lo prendo, ma non illudetevi. Non basta andare in Parlamento al posto di qualcun altro per cambiare le cose. Siete partiti dalla critica della rappresentanza e avete finito per diventare una macchina acchiappa-voti, ossessionati dalle campagne elettorali e dalle candidature. Parlate solo di elezioni da un anno a questa parte. Non ti pare una contraddizione?”

G. “Intanto guarda che bel casino. Noi riempiamo le piazze mentre i politici si rifugiano in televisione o al massimo parlano in sale da qualche centinaia di posti. I sondaggi ci danno in crescita costante. Stiamo vincendo! Hanno paura di noi!”
M. “Avete praterie davanti. Berlusconi è alle battute finali e milioni di elettori del centrodestra sono alla ricerca di una nuova collocazione. Soprattutto, i partiti stanno dando vita ad una delle campagne elettorali più noiose e scontate della storia repubblicana, non funziona più neanche il derby tra berlusconiani e antiberlusconiani. Al sud le reti clientelari che controllavano i voti sono saltate per mancanza di soldi e incapacità dei politici. C’è una crisi economica epocale, dunque tantissima gente ha bisogno di esprimere dissenso”.
ggente2G. “La verità è una sola: ci votano in massa. Fateci largo che adesso a Roma arriviamo noi, hanno finito di fare inciuci e imbrogli. Apriremo il Parlamento come una scatola di sardine. Saremo i portavoce delle persone comuni”
M. “La trasparenza che chiedete alle istituzioni dovreste pretenderla anche dal vostro leader: non mi sembra che concordi con voi tutto quello che dice in piazza o scrive sul blog”.
G. “Non fare il gioco delle tre carte: quello è il suo blog, mica il nostro programma! Quello puoi scaricarlo in pdf dal sito Beppegrillo.it”
M. “A proposito, voglio farti anche io delle domande: perché usi il plurale? Sei sicuro che non sia il solo Grillo a riempire le piazze e che voi siate il suo pubblico, spettatori non paganti e non attori protagonisti? Non hai visto in questi giorni che appena Grillo finisce il suo monologo e passa il microfono ai candidati le piazze si svuotano?”
G. “Noi siamo protagonisti mica comparse! Basta con i vecchi politici! Fatti e non parole! Noi ci mettiamo la faccia!”
M. “ Grillo è un attore consumato, usa paradossi, metafore e iperboli per rompere gli schemi del discorso politico. Ma appena parlate voi ripetete i più frusti slogan da campagna elettorale, ecco perché la piazza si svuota. Se non ci fosse lui…” Continua a leggere

Pubblicato il Post | 1 Commento

“No Future” For You

coverspÈ uscito per Arcana “No Future”. Si tratta di un saggio che ripercorre assieme alle analisi di maestri come Lester Bangs, Dick Hebdige, Stuart Home e Dave Laing, i testi delle canzoni dell’unico album dei Sex Pistols per ragionare di musica e mercato, ribellione e profitti, realtà e rappresentazione e del 1977 come anno dell’Apocalisse che rivelò la fine del Novecento. Non ho scritto un’agiografia e neppure un semplice libro di “critica musicale”. Comincio parlando del reverendo al quale piaceva la parola “coglioni”. Sfuggo alla semplicistica storia di Johnny Rotten e Malcolm McLaren genio e burattino o fratelli-coltelli. Ignoro (o quasi) l’inutile sacrificio nichilista del povero Sid Vicious. Rivaluto la figura di Steve Jones, onesto cleptomane di riff, e quella di Jamie Reid, geniale autore delle grafiche del gruppo. Cerco di ricostruire la storia del rapporto tra Londra e New York e le analogie e differenze tra i Pistols e i Ramones.

Ecco la sinossi.
“In meno di tre anni di carriera, nell’arco di un pugno di canzoni e nel giro frenetico di qualche concerto, i Sex Pistols hanno sconvolto le tradizionali unità di misura della popular music, costringendo giornalisti, operatori del settore e pubblico ad attrezzarsi di fronte alla rottura delle regole che fino a quel momento avevano disciplinato il grande circo dell’industria musicale. La loro è stata un’incursione rapida, incosciente e letale dentro le consuetudini del rock. A trentacinque anni dall’uscita, ‘Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols’, il loro primo e unico album in studio, contiene una miniera di riferimenti attuali che rappresentano un punto di non ritorno.
I Sex Pistols sono stati espressione della generazione che per prima sentì sulla sua pelle la fine del progresso e che annunciò il declino dell’impero musicale britannico, cantando e decretando ufficialmente il marcio e la decadenza della cultura occidentale. Ancora oggi, dunque, le loro canzoni compongono i diversi capitoli di un manuale per decostruire il linguaggio corrente, arrivare al cuore del rapporto tra la nascosta falsità dello spettacolo e l’ostentata rappresentazione del “vero” e sabotarne i meccanismi più reconditi. Un patrimonio imprescindibile per chi voglia ancora compiere la missione impossibile di decifrare e smascherare il compromesso delicato che governa l’intrattenimento musicale e che, in maniera a volte giocosa e a volte drammatica, oscilla come un pendolo impazzito tra realtà e finzione”.

Cercalo in libreria o clicca qui per ordinarlo direttamente alla casa editrice.

Pubblicato il Diario | 2 Commenti

Un po’ di cose

Qualche aggiornamento.

Il 30 gennaio sarò a Cosenza a presentare “BDD”, romanzo degli Anni Zerodi Claudio Dionesalvi edito da Coessenza. Appuntamento alle 18 alla Casa delle Culture di corso Telesio. Ne parleremo più approfonditamente, per ora vi basti sapere che si tratta di un noir metropolitano e di curva.
Siamo nella seconda metà del decennio scorso. Micuzzo, Lucio, Picchi’ e gli altri protagonisti di questa storia vivono e si muovono nella città in cui nacquero, ma sono consapevoli che Cosenza è cambiata a causa di un mutamento sociale e culturale che investe tutto il pianeta. E così faticano ad adattarsi, non si ambientano. Sanno che è avvenuto un ‘delitto’ che li indigna. Spinti da motivazioni passionali, indagano per risalire agli assassini. E s’imbattono in una realtà parallela all’apparente normalità che vegeta intorno a loro“. Per info e ordinazioni cliccate qui.

Voltaire a Cinque Stelle
Voltaire a Cinque Stelle

Mentre siamo in attesa che esca la seconda edizione del volume (a soli due mesi dall’uscita della prima) riprende il giro di presentazioni di “Un Grillo Qualunque”. Ecco le prime date, ma ne se ne stanno aggiungendo altre che indicheremo appena possibile.

- 1 febbraio: Cava dei Tirreni (Salerno), alle 18 al Social Tennis Club nell’ambito della rassegna letteraria del Premio Com&Te.

- 14 febbraio: Roma, alla Sala Vittorio Arrigoni (Cinema Palazzo), a piazza dei Sanniti, alle 18.30. Con Eugenio Iorio e Andrea Natella.

- 15 febbraio: Padova, a Reality Shock alle 18 con Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta.

- 20 febbraio: Viterbo, alle 18 c/o Biancovolta Spazio Arci in via delle Piagge 23.

Nuove dalla Francia. Lo scrittore francese Serge Quadruppani ha tradotto il mio dialogo con Wu Ming 2 sulla rimozione del passato coloniale a partire dal monumento al macellaio coloniale Graziani eretto ad Affile. Trovate il testo in francese qui.
Florence Rigollet e Olivier Favier, invece, hanno tradotto un’altro dialogo tra Wu Ming 2 e il sottoscritto: quello su “Un Grillo Qualunque”.
Scrivono i due traduttori introducendo il testo: “L’Europa continua ad essere una realtà tecnocratica che poco si accorge delle evoluzioni che per alcuni diventano tragiche – si pensi a quel che accade in Grecia, in Ungheria o in Romania – per altri sono molto preoccupanti. Tra queste ultime, la crescita in potenza di Beppe Grillo, che chissà che non sia altro che un fuoco di paglia, costituisce in sé un segno di profondo scoraggiamento e abbandono politico. Abbiamo tradotto questo colloquio di Wu Ming 2 con Giuliano Santoro, il quale afferma delle cose molto importanti su questo nuovo laboratorio italiano. C’è la questione delle illusioni create dal Web 2.0, nella continuità con ciò che ha nominato la ’telecrazia’. In questo senso, come in altri casi, l’analisi non riguarda soltanto l’Italia. Ricordiamoci quindi che non prendendo sul serio lo spettacolare furto di Berlusconi, abbiamo permesso che s’insediassero in Francia i presupposti per il sarkozismo, da cui il paese non guarirà oggi con un ministro vestito alla marinara e un ministro della sicurezza : le due facce di una sinistra svalutata e anemica”. La traduzione si trova qui.

Last but not least, Nicola Casale, vecchio collaboratore dei tempi di Carta, ha sviluppato alcune riflessioni importanti sul grillismo a partire da “Un Grillo Qualunque”. Qui trovate il suo articolo pubblicato da InfoAut e qui un’intervista curata da RadioBlackOut. I ragionamenti e le critiche di Nicola meritano un approfondimento. Ci torneremo presto.

Pubblicato il Post | 1 Commento

Il Grillo Qualunque e il fascismo

Questo articolo è comparso su DinamoPress.

Intruppati in una fila, si sa, gli italiani danno sempre il peggio. Vengono fuori gli istinti più bassi.

Erano in coda davanti al Viminale per registrare il loro simbolo, l’altra notte, i militanti del Movimento 5 Stelle capitanati dal loro Capo-Comico Beppe Grillo. Quando ecco che davanti alle telecamere dei “fascisti del terzo millennio” di CasaPound, anche loro da quelle parti per presentarsi alle elezioni, Grillo ha finalmente ammesso quanto sospettavamo da tempo: l’antifascismo, per l’attore genovese improvvisatosi leader politico, è roba vecchia. Le questioni “importanti” sono altre, ha detto in soldoni il socio di Casaleggio, tanto che uno di CasaPound potrebbe anche entrare nel suo “Movimento”. Non ci sarebbero problemi.

È un paragone pericoloso, da maneggiare con molta cura, quello tra grillismo e fascismo. Perché rischia di apparire ideologico e di essere semplificatorio, di costituire una scorciatoia che ci impedisce di comprendere le specificità della situazione contemporanea. Eppure, vista la storia di questo paese, è un accostamento inevitabile, che presenta delle analogie che al loro interno contengono differenze. Proviamo ad elencare alcune questioni, fermandoci su quelle più generali legate al metodo e alla costituzione materiale del grillismo ed omettendo in questa sede di segnare alcuni goal a porta vuota parlando di analogie che riguardano questioni di merito e di contenuti (in primis, le vergognose posizioni di Grillo su migranti e cittadinanza). Continua a leggere

Pubblicato il Post | Lascia un commento

Pastorale Grillina

Questo è il mio pezzo comparso come editoriale d’apertura del numero dello scorso 14 dicembre di Orwell inserto culturale di Pubblico.

“Ogni mattina studio un capitolo di ‘iPhone for dummies’, sono un esperto. Da due mesi non leggo una parola. Prendo questo aggeggio e ci gioco”. Questo potenziale tweet perfetto è parte dell’intervista con la quale Philip Roth ha annunciato al New York Times di voler smettere di scrivere. È un messaggio composto da 141 caratteri: noi compulsivi sappiamo che con un piccolo accorgimento potrebbe stare in un tweet lasciandosi dietro la scia di ebbrezza che ci pervade per un attimo quando su Twitter il contatore segna “0” e sappiamo di avere utilizzato tutto lo spazio a nostra disposizione.
Una notifica lampeggia in rosso, in alto a sinistra, sullo schermo dello Smartberry dal quale sto componendo questo testo. Un’altra email. Il saltar di palo in frasca arrampicandosi lungo la successione casuale della comunicazione in rete mi sorprende anche stavolta: scopro che l’uscita di scena dell’autore di “Pastorale americana”, il fatto che abbia deciso di appendere la penna al calamaio per dedicarsi al suo Melafonino e che questo addirittura gli impedisca di frequentare la parola scritta, ha anticipato i temi del quarantaseiesimo rapporto Censis. Secondo questa ricerca, gli italiani continuano a guardare massicciamente la televisione ma sempre più spesso la guardano dal monitor del computer. Televisione e rete si contaminano. Scorrendo questo dossier veniamo a sapere anche che i nostri concittadini sono sempre più affezionati (eufemismo) ai social network e che per questo consumano sempre meno quotidiani e leggono sempre meno libri.
L’ignoranza telematica sottolineata con arguzia da Roth era stata anticipata qualche anno fa. Robert Proctor, storico della scienza a Stanford, aveva sostenuto che in alcuni casi la relazione tra la massa di informazioni circolanti e il livello culturale medio si ribalta. Non sopravvalutatemi: non pensate – amici, follower e lettori – che io abbia mandato a memoria la sua lezione. Mi limito a consultare il mio archivio cloud prima di riproporvela. L’agnotologia è lo studio dell’”ignoranza costruita culturalmente”. “L’ignoranza non deriva solo dalla mancanza di attenzione o di conoscenza – spiega Proctor – È influenzata anche dalle persone che mistificano i fatti o da quelli che li rendono talmente confusi dallo spingere al disinteresse sul vero o il falso”. Aveva dovuto prenderne atto anche l’edizione statunitense di Wired, la rivista dell’euforia digitale: “Dopo aver celebrato la rivoluzione dell’informazione – ammetteva Clive Thompson nel febbraio del 2009 – Dobbiamo focalizzare il suo contraltare: la rivoluzione della disinformazione”. Adesso, questa “ignoranza costruita culturalmente” viene certificata dal Censis nel corso della sua indagine annuale “sulla situazione sociale del paese”. Situazione che smentisce l’ingenua utopia della “intelligenza collettiva” che i filosofi della rete avevano diffuso nei primi anni Novanta e che il para-guru grillino Gianroberto Casaleggio ha riciclato venti anni più tardi in salsa tardo-liberista, forgiando a colpi di profezie da futurologo e video in streaming il corpus teorico del Movimento 5 Stelle. La sintesi del Casaleggio-pensiero è nota: si fa finta di non notare la convergenza di tv e web di cui sopra (e Grillo ne è un esempio succulento) e si sostiene che in Rete opererebbe una specie di mano invisibile che consente alla verità di venire a galla e alle competenze di essere premiate. Corollario: l’equilibrio perfetto del mercato che alloca risorse e distribuisce le ricchezze che ha fallito nel mondo reale si afferma adesso nello spazio virtuale, dove finalmente la trasversale ideologia della “meritocrazia” ha modo di ripristinare le gerarchie e premiare i buoni e giusti. Riesce a indicare alle masse di precari in cerca di collocazione una nuova speranza di carriera. “Chi vuol esser Parlamentare?”, si chiama il reality al quale hanno partecipato amici e parenti dei politici a 5 Stelle per guadagnarsi un posto nelle liste bloccate dell’amato-odiato Porcellum. Siamo sempre il paese del familismo amorale, nonostante tutto. Continua a leggere

Pubblicato il Post | Lascia un commento

La presentazione bolognese in streaming

Dalle 18 (circa) di mercoledì 5 dicembre su questa pagina verrà trasmesso lo streaming della presentazione bolognese di “Un Grillo Qualunque” con Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Marco Trotta a coordinare la discussione.
Per chi si trova a Bologna, ci vediamo alla libreria Ubik di via Irnerio 27.


Live video for mobile from Ustream

Clicca qui per leggere l’intervista che mi ha fatto Wu Ming 2 per Giap a proposito di “Un Grillo Qualunque”.

Pubblicato il Post | Lascia un commento

Beat-the-Cricket Tour 2012

Ecco alcune delle presentazioni di “Un Grillo Qualunque” e un paio di appuntamenti relativi a “Su Due Piedi”. Questa pagina verrà via via aggiornata con dettagli ulteriori e altre iniziative. Fischiettando questo motivetto.

27 novembre
“Un Grillo Qualunque” all’Università della Calabria, ad Arcavacata (Cosenza), al Dam con Marcello Walter Bruno (docente UniCal) e Antonio Tursi (ricercatore, autore di “Politica 2.0). Coordina Daniela Ielasi (giornalista). Alle 17.30.

1 dicembre
a Roma, Esc Atelier nell’ambito del Festival Attraversamenti multipli: Presentazione del video “Su Due Piedi” con Tonino Perna (sociologo e saggista) e Pako Graziani (regista). Con Reading di  Manolo Muoio.

3 dicembre
“Un Grillo Qualunque” alla Casa delle Culture di Trieste. Alle 18.30. ATTENZIONE: Quest’iniziativa è stata spostata a data da definirsi per motivi di forze (dell’ordine) maggiori: clicca qui per saperne di più. Un abbraccio ad Andrea.

4 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Pordenone, sala conferenze della Biblioteca civica in piazza XX Settembre alle 20.30 con Stefano Pustetto (consigliere regionale) e Anna Zoldan (giornalista).

5 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Bologna, alla libreria Ubik di via Irnerio con Wu Ming 1, Wu Ming 2 e Marco Trotta. Alle 18.

7 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Palermo, allo ZetaLab, alle 18. Con Giovanni Abbagnato (Zetalab) e Francesco Terracina (Ansa Palermo).

9 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Taranto, all’ArcheoTower.

10 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Martina Franca (Ta) libreria Futurbooks alle 19.30.

14 dicembre
“Un Grillo Qualunque” a Reggio Calabria.

15 dicembre
“Su Due Piedi”  al Tropea Festival Leggere&Scrivere (Vibo Valentia).

Pubblicato il Post | Lascia un commento