Gli zombie su Segnocinema

L’ultimo numero del 2011 di Segnocinema, prestigiosa rivista bimestrale di teoria e critica del cinema, contiene un saggio di Marcello Walter Bruno – docente di Istituzioni di linguaggio cinematografico e televisivo al Dams dell’Università della Calabria e autore di diversi saggi di semiotica e critica cinematografica – che si interroga sui “miti di oggi o dell’altroquando”, cimentandosi coi temi sollevati dal nostro “L’alba degli zombie” e sviluppando alcuni dei ragionamenti contenuti nel nostro volume.

Il testo si intitola “Il discrimine della postumità” e prende le mosse dalla constatazione che la macchina hollywoodiana è “un mostro che si nutre di tutto l’immaginario precedente”. Per questo “bisogna accettare il fatto che figure come lo zombie, il vampiro o il lupo mannaro risalgono a culture pre-capitalistiche e pre-borghesi”. Tuttavia, l’industria del cinema necessita “di revival ma anche di aggiornamenti, deve approntare sequel e prequel ma anche ibridazioni”.

Se, come suggerisce Marcello Walter Bruno, analizzare i miti sopravvissuti significa indagarne le strategie di sopravvivenza, allora si tratta di capire come mai siamo di fronte ad un cambio di paradigma indicato dal fatto che, come si legge nell’introduzione al nostro testo, “gli zombie stanno lottando come mai prima d’ora per sostituire i vampiri nel cuore dell’industria culturale dell’horror contemporaneo”.

Stabilito che i vampiri per teen-ager di “Twilight” non vanno considerati della partita, perché “il ‘vero’ horror non gioca all’addomesticamento del perturbante”, scopriamo dunque che “l’ossimoro del morto vivente è la giusta figura retorica per la società del rischio”. E che “il mostro coloniale di ascendenza caraibica sarebbe l’epitome di tutte le masse reiette in marcia”, “un’avanzata del quarto stato di decomposizione senza il sole dell’avvenire”. MWB ipotizza però che la nuova ondata di film sui supereroi e di pellicole sui transformers “con le macchine definitive protagoniste delle storie” è indice del fatto che la vera “guerra mondiale per la formattazione dell’immaginario del terzo millennio” si stia combattendo tra “il mito di una nuova rivolta degli esclusi” (cui alludono i morti viventi) e quello, alla X-Men, di una “nuova stirpe di guerrieri ‘mutanti e fieri’”, gli stessi che il filosofo Umberto Galimberti  definisce come “un residuo del sacro”.

Clicca qui per ascoltare la presentazione de “L’alba degli zombie” al programma di Radio2 “Effetto Notte”.

Qui la recensione di “Close-Up”.

Qui l’intervista tripla di Horror.it agli autori del libro.

 

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