Sulla Gazzetta del Sud

Ecco l’intervista uscita sulla Gazzetta del Sud a proposito di “Su due piedi”. Sotto l’immagine trovate il testo leggibile per esteso, a firma di Igino Camerota.

 

“Su due piedi” è l’ultimo libro edito da Rubbettino per la collana “Viaggio in  Calabria”. L’autore, Giuliano Santoro, è nato a Cosenza e vive a Roma. Per raccontare la sua terra ha deciso di percorrerla a piedi. Con  lui, vari compagni di viaggio e uno smart-phone. “Su due piedi” offre tanti spunti. Di riflessione introspettiva o per futuri viaggi in una regione irripetibile per bellezza e contraddizioni: è un libro che “resta”. E che si legge in un sorso.

Wu Ming 2 ha scritto, nell’introduzione al tuo libro, che “il camminatore, al pari dello scrittore, può essere l’oculista che cura il nostro modo di guardare il mondo”. Sei d’accordo? Cosa ne pensi?
Camminare serve a guardare i luoghi in modo diverso, ad attraversarli senza gerarchie e aggirando percorsi obbligatori e luoghi comuni. Ho voluto guardare alla Calabria come una grande conurbazione, con l’occhio del camminatore metropolitano e non del passeggiatore ecologico. Scrivere camminando, poi, è stato un modo di sperimentare il mestiere del narratore a contatto con i nuovi media, con un attrezzo complesso quale lo smart-phone. Essere in continuo movimento, non accettare i punti di vista scontati, ecco l’obiettivo del camminare con la penna in mano.

“Su due piedi” cosa sarà in futuro?
Il libro è il baricentro del progetto. Attorno ad esso ruotano il blog www.suduepiedi.net, un video che uscirà in novembre e forse anche un progetto teatrale.

Quale il tuo rapporto con Cosenza e la Calabria?
Cosenza è la mia città, in Calabria sono cresciuto. È una terra dalla quale sono dovuto fuggire per rimanere libero, ma nella quale torno spesso: sento il bisogno di non tornare a mani vuote al mio villaggio, avverto la responsabilità di costruire canali di comunicazione verso l’esterno per rompere le gabbie del qui-ed-ora, del tempo e dello spazio. Siamo nell’era dell’in-between, dell’ibridazione, dunque la lontananza e la vicinanza convivono e si confrontano costantemente.

Un momento “da ricordare” del tuo tour?
Quasi ad ogni tappa ho avuto degli “ospiti” che hanno camminato con me per un giorno. Si tratta di amici, di osservatori illustri o anche solo di persone che mi leggevano in diretta e volevano partecipare. Il camminare assieme ad altri è stato uno dei piaceri più forti.
– Qualche aneddoto di viaggio non riportato nel libro e che ti andrebbe di raccontare?
Molto spesso ho incontrato gente che mi offriva passaggi in macchina. Non riuscivano a capire la mia ostinazione nel proseguire a piedi, dovevo per forza dire che il mio era un pellegrinaggio, inventare santi da ossequiare e tradizioni da rispettare per farli desistere.

Eri sicuro, prima di partire, di potercela fare?
Ho camminato per una ventina di chilometri al giorno, previo allenamento di qualche settimana fatto di corse mattutine. Il vero ostacolo non è stata la stanchezza, ma il fatto che qualche volta le nostre strade sono fatte a misura di auto e non di essere umano. Non volevo fare un cammino naturalista, volevo passare per i centri abitati, dunque l’asfalto era un passaggio necessario.

Próxima estación (letteraria )?
Una cosa più sedentaria. Sto scrivendo un saggio-inchiesta sul fenomeno Beppe Grillo. Uscirà per Castelvecchi in autunno.

[Il resto della rassegna stampa “Su due piedi” si trova qui]

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+Pin on PinterestShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page
Questa voce è stata pubblicata in Post e taggata come , . Aggiungi ai segnalibri il permalink.

One Response to Sulla Gazzetta del Sud

  1. Pingback: Una prima rassegna stampa » suduepiedi.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *