“Un Grillo Qualunque”: prime reazioni

Primo bilancio dopo l’uscita in libreria di “Un Grillo Qualunque”. Dall’uscita del volume, il Movimento 5 Stelle – complice l’astensionismo e la crisi dei partiti isolani – è diventato il primo partito in Sicilia e ha rafforzato la sua immagine nel dibattito nazionale, confermando alcune delle chiavi di lettura sul populismo digitale e la crisi dei partiti. Ecco i primi feedback al volume, a cominciare da due giudizi lusinghieri.

«In un paese con residue sacche di decenza, “Un Grillo Qualunque” di Giuliano Santoro sarebbe un best-seller da combattimento»
Wu Ming (clicca qui per leggere la discussione con Wu Ming 2 uscita su Giap)

«… In un libro appena uscito e davvero molto interessante, “Un Grillo qualunque” (Castelvecchi), Giuliano Santoro si sofferma anche sul perché e quindi sulla paura dei dirigenti M5S di perdere la purezza mescolandosi con gli “altri”. Per i grillini infatti il passato non esiste, condizione che rappresenta al tempo stesso un vantaggio e un limite, enorme autonomia e scarsa conoscenza delle male arti del potere»
Filippo Ceccarelli, La Repubblica, 31 ottobre 2012 [il pezzo integrale lo trovate qui]

Benedetta Argentieri aveva dato il via alle danze con un pezzo uscito sul sito del Corriere della Sera. «Santoro divide la vita del movimento in due fasi – scrive tra le altre cose Argentieri – La prima catalizza l’attenzione di una nuova generazione, composta dal popolo delle partite Iva, contratti precari. Con una cultura tendenzialmente alta. E non solo: “Beppe Grillo è riuscito all’indomani del trauma generazione del G8 genovese, a tracciare arbitrarie relazioni di causa-effetto che a volte confinano nel complottismo ma che forniscono ai naufraghi della generazione perduta calpestata in piazza e vittima della sindrome di impotenza della politica tradizionale, uno scenario dentro al quale muoversi”. Poi la seconda fase. Quella che riesce a catalizzare i voti perduti dal centrodestra. “La distribuzione del voto a Grillo è molto articolata, anche se negli anni del suo boom si è collocata soprattutto a Destra”. Il quadro è fluido e in continua evoluzione. Il libro questo, lo mette ben in evidenza. L’idea che lo muove è comunque quello di sfatare molti miti». Il testo completo si trova qui.

Il blogger JumpinShark ha scritto una anti-recensione sullo stile di “Siamo la gente, il potere ci temono” (qui), il gruppo Facebook che deturna il linguaggio del populismo digitale. Su Comune.Info, inoltre, trovate un estratto dal libro (qui). Giulio Todescan mi ha intervistato su La Nuova Vicenza (qui). Roberto Ciccarelli ha recensito il libro sul Manifesto. Il suo pezzo si trova sul blog de La Furia dei Cervelli in versione extended (qui). Bruno Gemelli sul Quotidiano della Calabria ne ha approfittato, nel contesto di una recensione generosa e dettagliata, per offrire una sua testimonianza a proposito di Gianroberto Casaleggio (qui). Michele Giacomantonio ne ha scritto sul Corriere della Calabria (nei prossimi giorni il suo testo sarà su questo sito). Sul sito di Pubblico è comparso un altro estratto dal libro: il capitolo nel quale si ricostruisce l’epurazione di Valentino Tavolazzi dal Movimento 5 Stelle (qui). DinamoPress, sito di movimento nuovo di zecca, ha pubblicato il prologo del libro e una videointervista al sottoscritto (qui).

Francesco Merlo ha scritto su Repubblica a proposito dell’abitudine di Beppe Grillo a storpiare i nomi degli avversari politici, citando “Un Grillo Qualunque” e sposandone alcune interpretazioni (qui). Dal suo pezzo è scaturita una polemica con Marco Travaglio, che sul Fatto Quotidiano è intervenuto prontamente in difesa del comico-leader. Dico la mia sulla questione qui.

Alberto Statera ha recensito “Un Grillo Qualunque” sull’inserto Affari&Finanza di Repubblica: “Bisogna partire da “Striscia” per cercare di capire il fenomeno Beppe Grillo, che secondo i sondaggi farà manbassa di voti alle elezioni politiche della prossima primavera. Questa è una delle tesi interessanti che emergono da un pregevole saggio di Giuliano Santoro (Castelvecchi Editore) intitolato ‘Un Grillo qualunque – Il Movimento 5 stelle e il populismo digitale nella crisi dei partiti italiani'”. (il pezzo integrale è qui)

Qui trovate alcuni miei appunti sul voto siciliano, con discussione accesa di seguito, dal mio blog su MicroMega.

Di “Un Grillo Qualunque” si è discusso anche in televisione: ad Agorà su RaiTre il 26 ottobre scorso (potete guardare la puntata qui) e ad Omnibus, su La7, il 29 ottobre, all’indomani del voto siciliano (qui). A “L’aria che tira”, sempre su La7 (qui).

Ci sono poi le radio. Si viaggia al ritmo di diverse interviste al giorno, sotto i colpi dell’attualità. Proviamo a scegliere: una discussione a tutto campo coi fratelli di Radio Ciroma (qui), un intervento a “Tutta la città ne parla” su RadioTre il 30 ottobre (qui), un confronto su Radio Onda d’Urto con Vito Crimi, del Movimento 5 Stelle Lombardo (qui). Trovate qui, poi, il podcast di una bella discussione con Lorella Zanardo e Roberto Race nella trasmissione “Pagine in Frequenza” su RadioRai Parlamento a proposito di comunicazione politica e deperimento del discorso pubblico e qui quella con Andrea Scanzi e Simone Spetia per Radio 24.

Infine, il fumetto di Alessio Spataro sul numero de Il Male in edicola dal 2 novembre, con un cameo del sottoscritto (qui).

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19 Responses to “Un Grillo Qualunque”: prime reazioni

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  2. Pingback: Un #Grillo qualunque – WM2 intervista Giuliano Santoro | #M5S | Rebus Magazine

  3. DocSweepsy dicono:

    Conoscendo da vicino il Movimento 5 Stelle, a partire dalle origini e quindi dai Meetup, avevo già le mie idee in proposito, maturate non solo con l’esperienza diretta ma anche grazie alle discussioni, specialmente in rete. Avvertivo in particolare una sensazione di disagio rispetto agli sviluppi del movimento, e per questo mi sono allontanata. La necessità e l’urgenza che personalmente percepivo, rispetto alla situazione politica attuale mi ha impedito di continuare a contribuire, poiché ho iniziato a vedere con chiarezza quanto inadeguato, parziale e forse fuorviante fosse il movimento rispetto alle mie idee.
    Tutte queste idee, condivise in rete già in tempi non sospetti anche con lo stesso Giuliano Santoro hanno trovato piena conferma nel libro, veramente efficace nel presentare le ambiguità e gli interrogativi che chiunque, da sinistra, si pone rispetto al movimento di Beppe Grillo. Nel testo ho trovato risposte teoriche e ragionate a quelli che erano dubbi e sensazioni. Il taglio dato alla narrazione riesce nello scopo di analizzare e capire innanzitutto la figura di Beppe Grillo, imprescindibile a dispetto di ciò che vanno affermando, per motivi ovvi, la maggior parte dei suoi seguaci. E questa analisi risponde ancor più a molte domande che riguardano il movimento.
    Spero che la discussione proceda e non si esaurisca, perché in questi giorni, soprattutto all’indomani dei risultati elettorali siciliani, abbiamo bisogno di approfondire la questione, che volenti o nolenti ci tocca da vicino.

  4. diego ricci dicono:

    Che noia queste recensioni amiche. E che noia questo libro.
    Dai andiamo tutti a votare PD. Loro si che cambieranno l’Italia, eh?

  5. Giuliano Santoro dicono:

    Ecco un esempio di troll a cinque stelle: “Siccome criticate Grillo siete del Pd”.Una logica davvero povera. Se avessi letto il libro sapresti che non fa sconti ai partiti e alla loro crisi.

  6. Angelo dicono:

    Quì si fa una analisi del fenomeno grillo e si critica apertamente chi simpatizza per il M5S. Ci vorrebbe anche un po’ di rispetto per chi è profondamente deluso dalla politica, per chi non ha più un punto di riferimento ed è assalito giornalmente da mille dubbi sul proprio futuro e dei propri figli. Non si può pretendere dalla gente comune che arranca tutti i giorni di individuare i “problemi” del fenomeno grillo, non siamo tutti scrittori, storici, critici, laureati e titolati vari..noi siamo la gente comune caro Santoro!…avessimo queste capacità oggi no ci troveremmo in questo disastro e magari scriveremmo anche noi dei libri per sbarcare il lunario..non è il suo caso tanto per intenderci . Si critica senza dare alternative e senza trovare i responsabili di questa deriva . Al solito si fanno congetture su quel che sarà il futuro con il M5S ma poco si parla delle responsabilità attuali, una sorta di omertà e se qualcuno ne parla viene tacciato con l’ormai bisfrattato termine populista. Non si può parlare di privilegi, di sprechi, di acquisti di aerei, di acqua pubblica e quant’altro che sei populista, sei uno che si fa incantare da un comico …che poi ci abbia incantato una classe dirigente da tanti anni poco conta per voi scrittori intellettuali. Io voterò M5S anche perchè ci credo e se sarò deluso, sicuramente, non sarà la prima volta… e tanto per essere populista… come si dice dalle mie parti ..più nero della mezzanotte non c’è niente.

  7. Giuliano Santoro dicono:

    Ma guardi, signor Angelo, che da anni -assieme a tanti e tante – critico chi sta al potere, scrivo per giornali di opposizione e movimento, partecipo alle mobilitazioni dal basso. E’ esattamente per questo, ma se avesse letto il libro invece di sparare giudizi lo saprebbe, che posso criticare il grillismo senza ambiguità.
    Oltretutto, mi faccia dire che sostenere “voto grillo tanto peggio di così non può venire” (cosa peraltro falsa perché al peggio non c’è mai fine) non mi pare questa grande motivazione ideale.
    Insomma, mi pare che anche il suo ragionamento sia ascrivibile alla categoria mefitica del “Chi critica Grillo sta con la Casta”. Se permette, io in questo schemino binario da curva calcistica non mi ci ritrovo. E proprio perché auspico un cambiamento reale, e non la sua caricatura mediatica, ho voluto decostruire il grillismo.

  8. Ivo dicono:

    Davvero un bel lavoro, approfondito, documentato, con uno sguardo lungo e distaccato. Un ‘opera che finalmente mette in crisi gli stereotipi semplicisti del grillismo, in verità, a mio parere, la variante più recente del berlusconismo e della lunga onda degli anni 80. Certo, si deve rifuggente anche dalla tentazione duplice di bollare come qualunquismo qualsiasi cosa stia fuori da una certa visione istituzionale(Bersani) , ma anche evitare il settarismo tipico di una certa sinistra radicale che vede sempre il peggior nemico nel compagno accanto.
    I miei complimenti sinceri

  9. Manuel dicono:

    Ho comprato il libro venerdì e l’ho divorato in pochi giorni. Avevo paura che si sproloquiasse contro il populismo ed il qualunquismo di Grillo (in questo forse il titolo è fuorviante) invece mi sono trovato davanti una minuziosa ricerca sociologica col piglio dell’inchiesta. Una lettura appassionante! Complimenti.

  10. Pingback: Beppe Grillo: le populisme 2.0, par G. Santoro et Wu Ming 2. | Dormira jamais

  11. Ivan dicono:

    Non ho letto il libro, quindi prendo parte solo superficialmente al dibattito traendo spunto dall’intervista.
    Mi scuso per questo, ma vorrei capire che idea reale si abbia nei “salotti di sinistra” (mia area culturale di riferimento, fino a poco tempo fa).
    Metto subito sul piatto ciò con cui concordo e di cui ero consapevole ancor prima di leggere gli spunti interessanti dell’intervista:
    1) la genesi del m5s è la stessa della lega e/o del pdl, ovvero avversione verso un gruppo che si pensa essere causa dei propri mali.
    2) struttura “non proprio” orizzontale, non solo ovviamente per la questione del marchio, ma per il reale peso politico del suo fondatore/megafono/leader.
    3) approssimando per eccesso, una linea politica tendente al liberismo.
    Ho voluto sintetizzare, ma nei punti precedenti c’è molto di più di quanto esplicitato.
    Di contro vorrei capire, rispetto a questi peccati secondo me veniali in questo momento storico, cosa pensi della grossa massa di elettori m5s già disincantati che hanno scelto questo riferimento per la democrazia diretta, per la prospettiva di una reale e positiva rottura rispetto al lobbismo dei partiti e, non da ultimo, per i temi reali messi in campo (che, rispetto alla cultura liberista del m5s sono invece profondamente di sinistra).
    Infine: ok l’analisi storica su destra e sinistra, ma in una visione futuribile ottimistica, non sono concetti superati?
    non so se abbia colto un tono di qualche tipo, ma ti assicuro che le mie domande sono reali e spinte da vera curiosità e ricerca di confronto.
    grazie e complimenti: in attesa del prossimo wu ming, magari ti leggo!

  12. Stefano dicono:

    Non mi sarà facile lasciare un commento ma sono sicuro che perdonerete qualche errore linguistico.
    Ho “partecipato”, negli anni, a molti incontri degli attivisti del MoVimento di cui io mi onoro di esserne un “rappresentante”. Ho “dialogato” e “proposto” molte “azioni” relative alle necessità di noi “cittadini”. Ho “incontrato” molti arrivisti, leccaculo, millantatori ma, dopo averli smascherati e quindi fatta un po di pulizia, o continuato a “creare” gruppi di lavoro su “idee” possibili per una vera “alternativa”. Non so cosa abbia fatto ma quello che so per certo e che ho “creato” insieme a loro, una piccola “comunità” di persone che tutte le volte che si “incontrano” si mettiono in “discussione” e poi vanno a prendere un caffe “insieme” se non una pizza, tutto quì.
    Buon lavoro

    n.d.r. Tutte le parole virgolettate per me hanno un senso superiore e spero abbiate capito il mio intento.

  13. Pingback: Le triomphe de Grillo, par Giuliano Santoro. | Dormira jamais

  14. simone dicono:

    Ciao Giuliano,
    ho letto tutto di un fiato il libro e quello che mi veniva di ripetere continuamente durante la lettura è stato <>…e così, parlando di questo libro e più in generale dei fenomeni M5S e Casaleggio&Co, mi sono ritrovato con altre persone a dire: <>.

    Detto questo, il libro secondo me va apprezzato sia per l’enorme (a mio parere) sforzo di ricerca, la capacità di “unire i puntini” e, non ultimo, la chiarezza espositiva. Alla faccia dei commenti “aò, parla come magni” che spesso qualche troll ti ha riservato sul tuo blog accanto ai vari “servo del PD”.

    Volevo farti due domande:
    – una domanda tecnica/editoriale: forse sarò ingenuo, non conosco bene i meccanismi dell’industria del libro, ma ho acquistato la prima edizione e dopo poco è uscita la seconda. E’ possibile avere da Castelvecchi una sorta “aggiornamento” senza dover ricomprare il libro per intero?
    – viene citato il famoso Detestor che avrebbe scoperto gli “sciami” organizzati per trollare sui blog. Lo stesso Detestor però, oltre a dire di non essere stato da te contattato, dice che nel libro non sono state messe bene in mostra le responsabilità de “Il Fatto Quotidiano”: che ne pensi?

    Grazie,
    Simone

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