Un po’ di cose

Qualche aggiornamento.

Il 30 gennaio sarò a Cosenza a presentare “BDD”, romanzo degli Anni Zerodi Claudio Dionesalvi edito da Coessenza. Appuntamento alle 18 alla Casa delle Culture di corso Telesio. Ne parleremo più approfonditamente, per ora vi basti sapere che si tratta di un noir metropolitano e di curva.
Siamo nella seconda metà del decennio scorso. Micuzzo, Lucio, Picchi’ e gli altri protagonisti di questa storia vivono e si muovono nella città in cui nacquero, ma sono consapevoli che Cosenza è cambiata a causa di un mutamento sociale e culturale che investe tutto il pianeta. E così faticano ad adattarsi, non si ambientano. Sanno che è avvenuto un ‘delitto’ che li indigna. Spinti da motivazioni passionali, indagano per risalire agli assassini. E s’imbattono in una realtà parallela all’apparente normalità che vegeta intorno a loro“. Per info e ordinazioni cliccate qui.

Voltaire a Cinque Stelle
Voltaire a Cinque Stelle

Mentre siamo in attesa che esca la seconda edizione del volume (a soli due mesi dall’uscita della prima) riprende il giro di presentazioni di “Un Grillo Qualunque”. Ecco le prime date, ma ne se ne stanno aggiungendo altre che indicheremo appena possibile.

– 1 febbraio: Cava dei Tirreni (Salerno), alle 18 al Social Tennis Club nell’ambito della rassegna letteraria del Premio Com&Te.

– 14 febbraio: Roma, alla Sala Vittorio Arrigoni (Cinema Palazzo), a piazza dei Sanniti, alle 18.30. Con Eugenio Iorio e Andrea Natella.

– 15 febbraio: Padova, a Reality Shock alle 18 con Ernesto Milanesi e Sebastiano Canetta.

– 20 febbraio: Viterbo, alle 18 c/o Biancovolta Spazio Arci in via delle Piagge 23.

Nuove dalla Francia. Lo scrittore francese Serge Quadruppani ha tradotto il mio dialogo con Wu Ming 2 sulla rimozione del passato coloniale a partire dal monumento al macellaio coloniale Graziani eretto ad Affile. Trovate il testo in francese qui.
Florence Rigollet e Olivier Favier, invece, hanno tradotto un’altro dialogo tra Wu Ming 2 e il sottoscritto: quello su “Un Grillo Qualunque”.
Scrivono i due traduttori introducendo il testo: “L’Europa continua ad essere una realtà tecnocratica che poco si accorge delle evoluzioni che per alcuni diventano tragiche – si pensi a quel che accade in Grecia, in Ungheria o in Romania – per altri sono molto preoccupanti. Tra queste ultime, la crescita in potenza di Beppe Grillo, che chissà che non sia altro che un fuoco di paglia, costituisce in sé un segno di profondo scoraggiamento e abbandono politico. Abbiamo tradotto questo colloquio di Wu Ming 2 con Giuliano Santoro, il quale afferma delle cose molto importanti su questo nuovo laboratorio italiano. C’è la questione delle illusioni create dal Web 2.0, nella continuità con ciò che ha nominato la ’telecrazia’. In questo senso, come in altri casi, l’analisi non riguarda soltanto l’Italia. Ricordiamoci quindi che non prendendo sul serio lo spettacolare furto di Berlusconi, abbiamo permesso che s’insediassero in Francia i presupposti per il sarkozismo, da cui il paese non guarirà oggi con un ministro vestito alla marinara e un ministro della sicurezza : le due facce di una sinistra svalutata e anemica”. La traduzione si trova qui.

Last but not least, Nicola Casale, vecchio collaboratore dei tempi di Carta, ha sviluppato alcune riflessioni importanti sul grillismo a partire da “Un Grillo Qualunque”. Qui trovate il suo articolo pubblicato da InfoAut e qui un’intervista curata da RadioBlackOut. I ragionamenti e le critiche di Nicola meritano un approfondimento. Ci torneremo presto.

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One Response to Un po’ di cose

  1. Ivo dicono:

    Leggo con interesse le osservazioni di Nicola Casale, ma mi domando se l’analisi della struttura sociale di questo paese, in particolare la definizione storica e sociologica del blocco proprietario e delle dinamiche del ceto medio sia davvero centrata..A mio parere e’ un po’ semplicistico affrontare la contiguità politica dell’individuo proprietario con il leghismo e Berlusconi (oggi Grillo) affermando che conoscono solo i rapporti di forza e dubito anche che una lettura che include piccoli commercianti e artigiani collocandoli nel mare del ceto medio e in eguali rapporti con finanza e mercati insieme a capitalisti di ben altro livello, abbia qualche possibilità di cogliere la possibilità offerta dalla crisi:ovvero smarcare finalmente questi cittadini dalle paludi della destra italiana col suo carico di populismo e demagogia anti banche. La retorica della meritocrazia così funzionale sia al discorso liberal che a quello grillino ha in realtà un potenziale forte centrato sul l’idea di trasformazione del lavoro e col lavoro, ma a ben vedere Una lettura di classe degli esiti di questo scenario politico richia di far finta di non vedere l’antropologia politica in cui nasce il discorso di Grillo e le distanze spesso enormi che la sinistra stessa ha scavato con una parte importante di questo mondo. In questo senso, ovvero nel senso di una specificità italiana della nostra storia e della nostra struttura sociale, Berlusconi e Grillo sono un’anomalia italiana.

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