Dialogo platonico tra un grillino entusiasta ed un movimentista scettico.

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Grillino “Ehi amico! Prendi un volantino! Basta con la Casta!”
Movimentista “Lo prendo, ma non illudetevi. Non basta andare in Parlamento al posto di qualcun altro per cambiare le cose. Siete partiti dalla critica della rappresentanza e avete finito per diventare una macchina acchiappa-voti, ossessionati dalle campagne elettorali e dalle candidature. Parlate solo di elezioni da un anno a questa parte. Non ti pare una contraddizione?”

G. “Intanto guarda che bel casino. Noi riempiamo le piazze mentre i politici si rifugiano in televisione o al massimo parlano in sale da qualche centinaia di posti. I sondaggi ci danno in crescita costante. Stiamo vincendo! Hanno paura di noi!”
M. “Avete praterie davanti. Berlusconi è alle battute finali e milioni di elettori del centrodestra sono alla ricerca di una nuova collocazione. Soprattutto, i partiti stanno dando vita ad una delle campagne elettorali più noiose e scontate della storia repubblicana, non funziona più neanche il derby tra berlusconiani e antiberlusconiani. Al sud le reti clientelari che controllavano i voti sono saltate per mancanza di soldi e incapacità dei politici. C’è una crisi economica epocale, dunque tantissima gente ha bisogno di esprimere dissenso”.
ggente2G. “La verità è una sola: ci votano in massa. Fateci largo che adesso a Roma arriviamo noi, hanno finito di fare inciuci e imbrogli. Apriremo il Parlamento come una scatola di sardine. Saremo i portavoce delle persone comuni”
M. “La trasparenza che chiedete alle istituzioni dovreste pretenderla anche dal vostro leader: non mi sembra che concordi con voi tutto quello che dice in piazza o scrive sul blog”.
G. “Non fare il gioco delle tre carte: quello è il suo blog, mica il nostro programma! Quello puoi scaricarlo in pdf dal sito Beppegrillo.it”
M. “A proposito, voglio farti anche io delle domande: perché usi il plurale? Sei sicuro che non sia il solo Grillo a riempire le piazze e che voi siate il suo pubblico, spettatori non paganti e non attori protagonisti? Non hai visto in questi giorni che appena Grillo finisce il suo monologo e passa il microfono ai candidati le piazze si svuotano?”
G. “Noi siamo protagonisti mica comparse! Basta con i vecchi politici! Fatti e non parole! Noi ci mettiamo la faccia!”
M. “ Grillo è un attore consumato, usa paradossi, metafore e iperboli per rompere gli schemi del discorso politico. Ma appena parlate voi ripetete i più frusti slogan da campagna elettorale, ecco perché la piazza si svuota. Se non ci fosse lui…”

G. “Ma cosa dici? Informati meglio! Lo sanno tutti che Beppe è solo il nostro megafono. In Parlamento eleggeremo cittadini come noi. Ci andranno persone comuni, cittadini a 5 Stelle! Tant’è vero che lui non si candida neppure, ci lascia andare avanti”
M. “Grillo sa bene che andare in Parlamento per lui è più un rischio che un vantaggio. Sta molto più comodo sul palco in piazza o al timone del sito beppegrillo.it. L’indirizzo del sito personale di Grillo compare persino sul simbolo del Movimento 5 Stelle, verrà stampato sulle schede elettorali. L’unico strumento di comunicazione del vostro Movimento è gestito in maniera privatistica.”
ggente5G. “Ti sfugge l’enorme partecipazione: non hai visto quante persone intervengono e commentano i post di Beppe? E poi ci sono i forum, i MeetUp. Si chiama ‘democrazia liquida’: ogni individuo vale uno e conta quanto gli altri”
M. “Non c’è nulla di orizzontale nel commentare un articolo. È consentito in tutti i portali di informazione e nei siti dei principali giornali. Ma nessuno va dicendo in giro che quei siti sono strumento di ‘democrazia diretta’. Si tratta di una fonte come un’altra”.
G. “Mi stai dicendo che la Rete non serve a niente? Da quando esiste la Rete abbiamo l’occasione di informarci e aggirare i grandi monopoli dell’informazione. Voi sfigati di sinistra diffidate delle tecnologie e avete paura di contaminarvi. Noi siamo il futuro, spazzeremo via il vecchio. Voi compresi, che non ci state capendo nulla perché siete parte del vecchio mondo”.
M. “Prima che Grillo scoprisse il computer, cosa che avvenne nel 2004, diversi gruppi hanno usato internet per scambiarsi informazioni e organizzarsi dal basso. Le prime reti telematiche italiane sono state costruite nei centri sociali e risalgono al 1992. Gli zapatisti che insorsero in Chiapas nel 1994 dopo poco tempo cominciarono a diffondere i loro comunicati sul web, invitando i simpatizzanti in tutto il mondo a fare altrettanto dotandosi di strumenti propri. Le giornate di Genova contro il G8, nel 2001, nacquero anche grazie a siti di informazione indipendente e relazioni online in tutto il mondo”
ggente3G. “Ecco, appunto: vedi che sei in malafede? In quel caso la Rete andava bene e adesso che la usa Beppe non funziona più?”
M. “La differenza è sostanziale. In tutti gli esempi che ho citato prima si costituivano reti con molti nodi, non ruotava tutto attorno ad un unico sito. Ciò dimostra che la Rete non è ‘buona’ o ‘cattiva’ a prescindere. Dipende dall’uso che se ne fa”.
G. “State sempre a cercare il pelo nell’uovo, per questo non vincerete mai. Beppe è costretto a controllare tutto, fa una fatica immane per evitare che qualcuno si approfitti del successo del Movimento 5 Stelle. Se non ci fosse lui adesso ci troveremmo in lista Totò ‘U Curtu. Dobbiamo fidarci di lui”.
M. “Un’organizzazione politica, tanto più se rivendica di essere aperta e democratica, non può basarsi solo sulla fiducia verso il Portavoce Unico, deve avere tanti centri di elaborazione e sedi di decisione aperte e condivise. Solo in questo modo si garantisce un dibattito tra pari”.
G. “Non ci capiamo proprio. Non vuoi prendere atto del fatto che noi non siamo un partito con signori delle tessere, capetti, le correnti e correntine. Fai tanto il rivoluzionario ma poi si vede che hai quel modello in testa. Questa è una cosa nuova…”
M. “Nessuno mette in dubbio la degenerazione dei partiti nel corso della cosiddetta ‘Seconda Repubblica’. Ciò non toglie che si debbano costruire forme nuove di partecipazione e moltiplicare i luoghi di discussione, non affidarsi a un’unica persona che fa e disfa con il suo misterioso ‘staff’”.
G. “Se aspettavamo voi ancora stavamo al traino dei vecchi partiti. Abbiamo approfittato di un’occasione e organizzato la rabbia della gente”.
M. “Mai come in queste elezioni il voto e il contesto nazionale sono poco influenti rispetto agli scenari internazionali e agli impegni europei. È in Europa che si prendono le vere decisioni ed è su quella scala che si contestano. E invece Grillo è riuscito a resuscitare sia lil feticismo del voto e delle elezioni che la ‘nazione’, visto che parla solo di cose italiane. Complimenti davvero!”
G. “Ho capito: ho a che fare con altro professorone cacadubbi che con la scusa di criticarci difende la Casta. Non capisci che questa volta li mandiamo a casa? Con chi stai, con noi o contro di noi? Che fai, mi vieni a ripetere le stesse critiche del Corriere della Sera, Repubblica e degli altri giornali che prendono finanziamenti pubblici?”.

M. “Non essere schematico: è troppo facile accusare di connivenza col nemico chi non è d’accordo con te. Pasolini scrisse durissime invettive contro il potere proprio dalle pagine del Corriere della Sera, dunque anche i grandi giornali – per tanti motivi – pubblicano cose che vale la pena leggere. Oltretutto siamo persone informate e in grado di discernere, non è detto che ci beviamo tutto quello che leggiamo. Infine ti faccio notare che il termine ‘Casta’ è stato inventato da due giornalisti del Corriere della Sera. Dunque se tra di noi c’è qualcuno che ripete gli schemi dell’informazione mainstream quello sei tu”
ggente4G. “La tua solerzia nel fare le pulci al Movimento 5 Stelle è sospetta: vai a prendertela con i ladri che ci hanno governato fino ad oggi invece di approfittare delle nostre imperfezioni”
M. “Non approfitto di nulla! Ti faccio notare le parole sono soggette ad usura come le cose. Voi state consumando e snaturando parole come ‘democrazia diretta’ e ‘alternativa’”
G. “Ecco, a proposito di ‘alternativa’, tu cosa faresti in concreto? Sai solo criticare o sei anche in grado di proporre?”
M. “È bastato qualche voto e qualche sondaggio positivo per farvi dire le stesse cose che dicono tutti quelli che governano quando hanno a che fare con un movimento che li contesta!”
G. “Ma sei mai stato a una riunione di un MeetUp, hai mai partecipato a un incontro del Movimento 5 Stelle? Se non lo hai fatto non puoi capire”.
M. “Rispetto i tuoi sentimenti, ma sono appunto sentimenti, non ragioni. Per criticare Bersani  ad esempio – mica bisogna per forza aver militato nel Pd. E poi, non ti pare che questa affermazione, secondo la quale si può comprendere appieno il grillismo solo ‘standoci dentro’ e condividendone alcune esperienze non esprimibili a parole sia indicativa dellanima irrazionale ed emotiva che si addice più ad un gruppo carismatico che ad un partito? Ci rivediamo dopo le elezioni, adesso è difficile farti ragionare”. 

[Questo testo è una mia sottoscrizione *in natura* al sito Comune.Info Immagini tratte dalle incursioni del popolo
di ‘Siamo la gente il potere ci temono’ nei comizi di Beppe Grillo]

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3 Responses to Dialogo platonico tra un grillino entusiasta ed un movimentista scettico.

  1. AUSTRALIA BOOTS dicono:

    Bad news, everyone! Unfortunately, Matt Groening best series (you heard me) is going into that dark knight… again. Entertainment Weekly reports that Comedy Central has decided not to renew the show after the final set of 13 episodes starts airing in June

  2. francesca dicono:

    Molto bello il blog… pero’ aspetto nuovi post, e’ da troppo tempo che non ci sono aggiornamenti. Vabbe’, intanto mi sono iscritto ai feed RSS, continuo a seguirvi!

  3. Stefano dicono:

    “Ci rivediamo dopo le elezioni, adesso è difficile farti ragionare”
    Quando si dice: “ottimismo”.

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